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Fin da piccolo ha sempre avuto i motori in testa. All'età di dieci anni i fratelli gli facevano pelare un secchio di patate per poter fare 4/5 giri del piazzale di casa con la vespa. Poi sono arrivate le gimkane, gare con le vespe su circuiti tracciati con birilli ed ostacoli e quasi subito ha cominciato a vincere. Subito dopo e' passato al cross più o meno all'età di 15 anni e per tre stagioni ha gareggiato in questa disciplina vincendo parecchie gare.
Nell'anno 1982 ha deciso di passare allo speedway e subito al primo tentativo, con grande stupore di molti, è riuscito a vincere il titolo italiano junior, cosa mai riuscita in precedenza ad un pilota al suo primo anno di attività. Nel frattempo, partito per il servizio militare, per Armando sono cominciati gli incidenti più o meno gravi che lo hanno tenuto fuori dalle piste per molti mesi e dentro agli ospedali per altrettanti mesi di convalescenza e l'aiuto da parte degli amici gli hanno fatto capire che doveva mettere la testa a posto, anche se - in verità era una cosa molto più facile a dirsi che da farsi. L'allora Commissario Tecnico Nazionale sig. Vito Artosin, diede ad Armando fiducia mandandolo subito alle qualificazioni del campionato del mondo e lui, forte di una preparazione adeguata, cominciò a vincere gara dopo gara qualificandosi subito per la finale mondiale, cosa mai riuscita prima ad un pilota italiano.
Entrato così nel mondo dei grandi dello speedway, capì che per arrivare ad essere il migliore o uno dei migliori doveva per forza emigrare in altri paesi dove questa specialità è sport nazionale e correre i loro campionati di lega.




"Armando visto dal pittore Luigi Voltolina"
Ha vissuto quindi per mesi in Australia ed in Argentina per poi trasferirsi nel Regno Unito dove e' rimasto fino agli inizi dell'anno 2002.
I primi tempi furono tutt'altro che facili. I budget erano limitati e durante le prime due stagioni in Inghilterra ha dovuto vivere in una roulotte, mancando da casa per lunghissimi periodi, facendo così contenta mamma Maria che si sentiva sicura essendo già stata investita in precedenza da Armando con la vespa finendo all'ospedale. Sicuramente e' stato uno dei motivi per cui Armando e' scappato all'estero, per fuggire dalla furia del papà e dei fratelli. Come sappiamo però, sono arrivati i risultati ed Armando e' diventato uno dei pilastri in tutte le squadre nelle quali ha corso. Ha vinto campionati in Inghilterra, Germania e Repubblica Ceca. E' stato capitano di squadra nel team "Reading", nell'"Oxford" e nel "Lublino" permettendosi di essere uno dei piloti più ricercati da moltissime squadre in sette differenti nazioni d'Europa.
I mass media all'estero hanno sempre sostenuto che avere Armando in squadra era come avere mezzo campionato in tasca, non solo per i risultati in pista ma anche perché con il suo carattere riusciva a creare un feeling all'interno del team che la faceva vincere molto più facilmente. Sicuramente e' uno dei motivi che nella città di Reading in Inghilterra alla fine dell'anno 2001 e' stato nominato leggenda vivente della storia dello speedway di questa importante squadra, una delle più prestigiose e titolate del Regno Unito. Come tutti sappiamo Armando non ha - purtroppo - vinto il campionato del mondo e questo lo intristisce moltissimo. Ha però vinto moltissime prove di qualificazione del mondiale e ha portato l'Italia a traguardi impensabili. Ha vinto il campionato europeo nel 1997 e non dimentichiamo quando nel mondiale a coppie del 1992 l'Italia e' finita al quarto posto con Armando che totalizzava il miglior punteggio individuale della serata. Pensate, cari amici singolarmente sarebbe stato campione del mondo!!
Ha partecipato a dodici finali di campionato del mondo fra individuali, coppie e junior ma come ha sempre sostenuto lui la vittoria più bella e' stata la finale europea del 1997 di fronte a tutto il suo pubblico nella pista di Lonigo. Ironia della sorte Armando ha cercato e sfiorato più volte questo alloro in tutte le piste continentali per coglierla alla fine nella pista di casa.
Ha partecipato a più di mille competizioni motociclistiche fra cui gimkane vespistiche, motocross, supermotard, dirt track Harley Davidson vincendo in quest'ultima disciplina il titolo e naturalmente lo speedway. Ha vinto più di duecento gare e conquistato altrettanti posti nel podio, gareggiando in competizioni di ventotto paesi suddivisi in quattro continenti, facendo così il giro del mondo non si sa quante volte ma alla fine la sua casa e la sua famiglia con Daniela, Paco Michele e Francesca sono e saranno sempre ad Arzignano (VI) sua città natale.
Come dice lo stesso Armando, e' stato bello far conoscere il suo nome in Italia avendo vinto più di quindici titoli ma e' stato molto più bello farlo conoscere in tutto il mondo, e quando un giorno si parlerà ancora di Armando si dirà sempre "ma si, Mona, quello dello speedway!".